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La rivolta antispagnola nella vallata S. Stefano

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Messina fino al 1656, anno della seconda pestilenza del XVI Secolo, era una città fiorente, una delle maggiori potenze commerciali del Mediterraneo, che mirava a divenire repubblica marinara. La crisi economica, che rendeva insopportabili i balzelli e le tasse del governo spagnolo, accentuò gli scontri, anche militari, delle fazioni presenti in città: da un lato i Merli, filo spagnoli; dall’altro i Malvizzi, antispagnoli. I primi erano formati dal popolo minuto e dalla piccola borghesia, che agitavano l’instaurazione di un governo del popolo (una sorta di Comune sotto l’egida della Spagna); i secondi raccoglievano la nobiltà, l’alta borghesia commerciale, la classe senatoria, gli armatori, cioè tutti quegli strati sociali d’alto ceto che detenevano il governo di Messina, e che pertanto ambivano a conservare gli antichi privilegi e il rango della città quale capitale della Sicilia, in opposizione a Palermo. La guerra in atto a Messina nel 1675 coinvolse anche i villaggi quali S. Stefano di Briga, S. Stefano Medio e S. Margherita.

Le due fazioni erano rappresentate dal feudatario D. Tommaso Cirino (pro spagnolo), per la comunità di S. Stefano di Briga, e da D. Giuseppe Balsamo (pro francese) per le comunità di S. Stefano Medio e S. Margherita. Il 25 luglio del 1675 gli abitanti di S. Stefano di Briga, con rinforzi spagnoli, decisero di attaccare S. Stefano Medio e S. Margherita. Tale attacco fu respinto al prezzo di diversi feriti, morti e prigionieri. Di contro, nello stesso periodo, i Malvizzi, coadiuvati da francesi, organizzarono una spedizione punitiva a S. Stefano Briga distruggendo numerose abitazioni e incendiando la Chiesa di S. Giovanni Battista. Tra le trattative con il senato della città, la confisca del feudo di S. Stefano di Briga e la conseguente annessione al Regio Demanio della città di Messina, si arrivò alla notte tra il 18 e il 19 giugno 1676, quando gli spagnoli, dopo avere abbandonato il casale di S. Stefano, seminarono un vasto incendio, per dimostrare l’odio che provavano verso i messinesi. Allo spettro della guerra civile e allo scontro in atto tra Spagna e Francia, si pose fine con il ritiro dei francesi. Con questi scontri si è dato dunque inizio alla rivalità tra Sopranoti e Mezzanoti-Margheritani. Tale rivalità pertanto non è dovuta a feste, musica e bande ma ha radici storiche molto profonde.

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