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I Rodriquez, geniali costruttori messinesi

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Dagli articoli precedenti stiamo percorrendo gli anni che hanno fatto conoscere Messina come città moderna, commerciale e culturale. Un notevole contributo veniva da generazioni di famiglie straniere che si erano stabilite in loco, o comunque avevano dato inizio ad aziende di prestigio internazionale e mondiale.

Una di queste prestigiose famiglie, di origine spagnola, furono i Rodriquez. Troppo ricchi e poco accorti, in tre secoli dilapidarono il loro immenso patrimonio. Nel 1887 un erede, Leopoldo, investì una parte di ciò che rimase in una piccola impresa navale a Messina dedicandosi alla costruzione di piccole imbarcazioni, e dopo il terremoto alla manutenzione dei traghetti delle ferrovie. Leopoldo, pilastro imprenditoriale e uomo integerrimo, rese la sua azienda solida e competitiva. Di questo personaggio ci sarebbe un mondo da dire, ricco di intelligenza creativa e professionale.

Leopoldo Rodriquez

La svolta per i Rodriquez si verificò quando stipularono un accordo con l’azienda che per prima costruì l’aliscafo: la Supramar di Hanns Schertel, barone tedesco.

Schertel aveva costruito in Svizzera la “Freccia d’Oro”, modello di scafo testato sul lago Maggiore. La produzione non ebbe un futuro industriale e l’imprenditore pensò bene di cercare dei partner; dopo alcuni tentativi in Giappone, Francia e Inghilterra, fu attratto dalla Sicilia. Carlo Rodriquez,  che nel frattempo successe a Leopoldo, fece un’abile mossa, ottenendo l’accordo che comprendeva l’acquisto dei diritti di costruzione dei mezzi. Inoltre a capo dell’ufficio tecnico si garantì la presenza dell’ingegnere tedesco, Friedrich Lobau, che già collaborava con Schertel (Lobau rimase a Messina fino alla morte). Rodriquez iniziò la produzione e nel 1956 venne varato il “Freccia del Sole”, portava 70 persone, in un tempo di 15 minuti da Messina a Reggio Calabria, e in 4 ore da Messina a Napoli.

La Freccia del sole

Carlo Rodriquez produrrà, nei suoi cantieri, aliscafi per i successivi 30 anni, per 22 paesi nel mondo. Chi di noi non ha visto i film di 007, e non ha ammirato il “Disco Volante” del cattivo Largo (tra l’altro interpretato da un messinese DOC, Adolfo Celi)? Bene è stato costruito nei cantieri navali Rodriquez, e Ian Fleming, autore dell’Agente 007, in Thunderball: Operazione tuono, libro del 1961, descrive il modello e parla dei costruttori.

Il Disco volante

L’azienda Rodriquez nel 1987 fu quotata in borsa per 100 miliardi di fatturato e con un gruppo di quasi 100 dipendenti. Un ingresso, quello in borsa, che produsse negatività. La cantieristica campana e ligure cominciarono infatti a sferrare dei brutti colpi alla cantieristica messinese, sebbene questa “nuotasse” aggrappandosi a contratti stranieri.

C’è una nota che riguarda questo pilastro dell’industria navale e degli Aliscafi, una idea che un Comune lungimirante e progressista potrebbe tenere in considerazione in un contesto urbanistico migliorativo con la realizzazione di agevoli semplificative  rotatorie per il traffico cittadino e belle agli occhi dei cittadini e dei turisti. L’idea consiste nell’esporre un modello adattato di aliscafo in disarmo. Realizzazione di questo tipo si vedono già in alcune città, si tratterebbe di onorare un cittadino che ha scritto un pezzo di storia di Messina, dando lavoro a un considerevole numero di persone.

 

 

 

 

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