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L’arte circense a Gioia Tauro

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In questi giorni soffia aria di festa a Gioia Tauro. Dopo tanti anni, torna l’allegria del circo a colorare la città, con Greca Orfei che propone i suoi spettacoli fino al 20 Marzo.

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il giovane circense Marco Pellegrini, 16 anni, originario proprio di Gioia Tauro, che ci ha raccontato la sua avventura fuori dal comune.

Sono stati i suoi genitori, attualmente gestori del luna park sul lungomare di Gioia, a trasmettergli la passione, infatti, prima dell’attuale attività anche loro hanno lavorato negli spettacoli circensi, con esperienze al Circo Mavilla e Circo Pellegrini.

Marco già a 12 anni ha iniziato a frequentare l’Accademia delle arti circensi a Verona, alternando la sua passione, oggi professione, al completamento delle scuole dell’obbligo, frequentate a Gioia Tauro, città a cui è molto legato.

Marco ha l’opportunità di rivedere la sua terra patria e gli amici, che lo hanno sempre supportato nel suo progetto di vita, nonostante le iniziali frizioni di genitori e insegnanti, i quali avrebbero preferito per lui una continuazione tradizionale degli studi.

Una vita non certo facile, fatta di impegno, preparazione e sacrifici, che richiede sempre il massimo dell’attenzione e della prestanza, che ingloba totalmente l’artista, che impegna le sue giornate tra allenamento e gli spettacoli pomeridiani e serali. I weekend, poi, sono il momento clou del lavoro, dove vanno in scena gli spettacoli più importanti per presenza di pubblico. Insomma, per lavorare al circo bisogna amare questo mondo come ci dice lo stesso Marco, che attualmente fa il numero con le cinghie aeree.

 

Come pensi si evolverà il circo in futuro, la digitalizzazione coinvolgerà anche voi?

Ritengo che il Circo regali le migliori emozioni dal vivo, certo puoi vedere Montecarlo in tv, ma niente sarà immersivo come assistere di presenza e per me è questa la vera concezione di spettacolo, non lo puoi digitalizzare più di tanto. Certo la tecnologia durante i lockdown ci ha permesso, magari con delle dirette e lo streaming, di restare in contatto con il pubblico, ma consiglio a tutti di venire in presenza, il pubblico, con il suo stupore, i suoi applausi e alle volte standing ovation ci carica di entusiasmo ed energia.

Ultimamente si fanno sentire più spesso voci contro l’utilizzo degli animali nei circhi, cosa ne pensi?

Sicuramente qualcuno in passato avrà sbagliato a utilizzare certe pratiche, ma dove lavoro io non ho mai visto maltrattamenti o cose simili. Ad esempio, non si pratica il numero con i cerchi di fuoco, gli animali per lo più sono utilizzati a scopo di zoo e solo pochi di essi entrano in scena. Come si potrebbe pensare di maltrattare ciò che ti permette anche di guadagnare e che hai acquistato a caro prezzo? Sarebbe insensato. Poi tra di noi e gli animali e in particolare con i domatori, si instaurano anche rapporti di amicizia, figurati che il nostro bacia la leonessa!

Come stanno andando gli spettacoli e che progetti hai per il futuro?

Siamo stati molti mesi fermi per il covid, anche a Messina che ci ha ospitato calorosamente, e adesso ripartire ci dà una gioia grandissima, poi a me piace particolarmente essere sempre in movimento, conoscere nuovi posti e nuove persone. Abbiamo già fatto 15 tappe tra la Sicilia e la Calabria e l’ultima tappa è stata Reggio. Dopo la pandemia speriamo di poter serenamente tornare a fare il nostro lavoro. Attualmente sto iniziando a esercitarmi per nuovi numeri, oltre le cinghie aeree, mi piacerebbe riuscire a eseguire il globo con le moto e il cerchio della morte. Spero di riuscire ad essere assunto anche in compagnie che lavorano all’estero e chissà magari arrivare a Montecarlo, che è il sogno che vorrebbero coronare tutti quelli che fanno questo lavoro.

@FscoGreco

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